lunedì 7 luglio 2008

PER L'EUROPA DEI POPOLI CONTRO L'EUROPA DEI MERCANTI

di Raffaele Bruno
Non ci sorprendono affatto le intenzioni del governo spagnolo di togliere i crocifissi dai luoghi pubblici. Del resto la guerra contro il cristianesimo, ma soprattutto contro la sua presenza più calzante, quella della Chiesa Cattolica, è cominciata parecchi lustri fa. Era, in qualche modo, già sottintesa nel progetto di unificazione dell’Europa stessa, in quanto l’unificazione comportava da parte degli Stati la consegna definitiva delle religioni al vissuto privato. Per poterle far convivere tutte è stato sancito il principio del rispetto assoluto verso le religioni, per consentire alle istituzioni, nei fatti, di ignorarle sempre di più. La polemica dei crocifissi nelle aule, per esempio, è già presente da parecchio tempo, oltre che in Spagna, anche in Francia e in Italia ed è analoga a quella del velo sulle teste delle studentesse musulmane.

Il problema appartiene, dunque, alla vita pubblica ed è giunto il momento di riflettere sul serio alle conseguenze della unificazione europea, senza continuare a fare come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia per non vedere che i problemi di convivenza di religioni, di cultura, di storia, di costumi, di radici, di usi e di tradizioni non esistano o siano facilmente superabili.

L’unificazione europea è ben altro che una serie di trattati e come tale coinvolge tutto l’assetto di vita dei cittadini costringendoli ad abbracciare quella visione. Era stato il papa odierno Ratzinger, quando ancora era cardinale, che aveva denunciato in un suo libro sull’Europa, il carattere marxista di questa visione, con la sua predominanza dei fattori economici e di mercato sui valori, e a mettere in luce gli inevitabili collegamenti e interazioni che ne discendono su tutti i piani della vita.

Si può mai vivere senza simboli, senza segni di appartenenza? Alcune persone lo vogliono; ma la stragrande maggioranza dei cittadini europei non può e non lo vuole poiché sa bene che se si cancellano i simboli in cui la gente e i popoli si riconoscono, la memoria si indebolisce, i sentimenti evaporano e l’essenza sparisce insieme ai segni. Il progetto di molti governanti è quello di far sparire a poco a poco i più importanti fattori di differenza e il cattolicesimo è sicuramente il più importante tra questi perché è radicato in buona parte dell’Europa. L’intenzione di Zapatero ha infatti un peso notevole in quanto la Spagna è la nazione cattolica per definizione. E’ arrivato in tutta Europa, quindi, il momento di affrontare questo serio problema delle radici cristiane. Se non ci opponiamo tutti insieme sparirà la nostra storia, quella religiosa, ma anche
quella dell’arte, quella della musica, quella del pensiero. Saremo tutti uguali in un Europa dei mercanti e degli affaristi, mentre scomparirà l’Europa dei popoli, della civiltà e dei valori.

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